L'ascorbato di potassio con ribosio, è
un sale derivato dalla vitamina C che risulta totalmente atossico e
privo di effetti collaterali. Il composto si ottiene
estemporaneamente in soluzione acquosa acido ascorbico (150 mg),
bicarbonato di potassio (300 mg di cui 117 mg di potassio) e
ribosio (3 mg) ed ha un pH che, nel giro di poco più di un minuto,
tende alla neutralità. I componenti vanno sciolti in 20 cc di acqua
(circa due dita) senza utilizzare il cucchiaino metallico
(potenziale rischio di ossidazione dell'acido ascorbico).
I processi ossidativi, legati alla
presenza dei radicali liberi, sono coinvolti nella promozione e
nello sviluppo del cancro. La causa principale del meccanismo di
stress ossidativo sono i radicali liberi, cioè sostanze con elevata
reattività chimica. Gli organismi viventi tendono a mantenere
costante la concentrazione di questi agenti ossidanti per poter
garantire i normali processi biologici.
Sulla base degli studi del Dott.
Pantellini, siamo convinti che lo stress ossidativo
danneggi inizialmente le strutture della membrana cellulare, in
particolare l'ATP-asi sodio/potassio (la cosiddetta pompa
Na/K). Questo fatto comporta una depolarizzazione (inizialmente
lieve) ed una sempre maggiore alterazione del meccanismo di
trasporto attivo di questi due elettroliti che hanno funzioni molto
diverse ma fondamentali nell'economia cellulare (uno, il potassio,
regolatore principale dei processi metabolici intracellulari,
attraverso la salificazione reversibile dei gruppi amminici ed
imminici di enzimi e proteine in ambiente lievemente acido, e
l'altro, il sodio, regolatore principale della riserva alcalina
dell'organismo a livello extracellulare, con salificazione
reversibile dei gruppi carbossilici di enzimi e proteine in
ambiente lievemente basico). In tal modo abbiamo una sempre
maggiore modificazione dell'ambiente acido-base e delle reazioni di
ossido-riduzione fra le molecole citoplasmatiche.
Siamo convinti che questo fatto
costituisca il meccanismo di innesco per la mutazione della cellula
in senso cancerogeno. Infatti, studi pubblicati negli anni '30 da
parte di Moraveck e Kishi in relazione al sarcoma di Rous, hanno
evidenziato che la cellula neoplastica è carente di potassio e
ricca di sodio con uno sbilanciamento nel rapporto che cresce
all'aumentare della degenerazione cellulare.
Questo fatto sembra essere un
denominatore comune in tutte le patologie neoplastiche,
verificabile anche attraverso un'attenta valutazione dei 4
elettroliti ematici (sodio, calcio, potassio, magnesio).
Il meccanismo descritto risulta molto
pericoloso per la cellula, in quanto:
- innesca un rapido trasferimento di calcio dai depositi
intracellulari (mitocondri), che potrebbe essere
responsabile della spinta mitogenica;
- permette un trasporto rilevante di glucosio nel
citoplasma, per il sinporto con il sodio, con una velocità
che aumenta con la sempre maggiore alterazione della pompa
sodio/potassio (unico elemento di controllo attivo sui due
elettroliti).
Questi processi inducono una
modificazione nella respirazione cellulare, con riduzione della
fosforilazione ossidativa ed aumento sostanziale della
glicolisi. Viene incrementata anche la produzione di acido
lattico formato per riduzione dal piruvato. Inoltre, lo stesso
piruvato è un inibitore dell'entrata in fase S della mitosi e la
sua costante diminuzione nel citoplasma (per conversione in acido
lattico) rimuove tale blocco sulla mitosi, spingendo la cellula
verso una proliferazione incontrollata.
Abbiamo quindi una
modificazione del pH intracellulare, che tende a diventare
lievemente alcalino, e della stessa respirazione cellulare con una
sostanziale modifica del ciclo di Krebs.
L'insieme di questi fatti tende a
tradursi in una alterazione di forma e d'azione delle proteine e
degli enzimi citoplasmatici, portando ad una polimerizzazione
dell'RNA e con un trasferimento di informazioni non corrette fra
"periferia" e "centrale operativa" (DNA). In tal modo arriviamo
alla mutazione del DNA nucleare ed alla cancerogenesi.
In conclusione, l'ulteriore
ipotesi di lavoro su cui stiamo lavorando è che la degenerazione
non nasca da un danno diretto sul DNA nucleare ma da un problema
nel citoplasma, cioè il danno avverrebbe a livello periferico
(membrana cellulare). Questo significherebbe che realmente
il funzionamento del DNA può essere fortemente influenzato dalle
varie componenti dallo stesso ambiente cellulare oltreché dai
segnali cellula-cellula.
Dall'esperienza e dai dati del Dott.
Pantellini prima e della Fondazione Pantellini adesso,
l'ascorbato di potassio con ribosio sembra interferire in
modo importante con questo processo, proteggendo la
cellula contro lo stress ossidativo e limitando il meccanismo di
proliferazione incontrollata.
L'azione del composto è legata
alle caratteristiche del potassio (catione guida e
regolatore metabolico a livello intracellulare) ed
all'azione di "carrier" della vitamina C (svolge nel caso
specifico una funzione simile a quella della pompa sodio/potassio
come conseguenza della sua struttura eterociclica).
L'immissione di potassio all'interno
di una cellula cancerosa può indurre (per affinità chimica) la
corrispondente fuoriuscita di sodio (e quindi del glucosio)
dall'ambiente intracellulare. In questo modo possiamo ottenere:
- una nuova
modificazione del pH locale intracellulare;
- una rapida
diminuzione delle riserve nutritive, riducendo la glicolisi e
reintroducendo un blocco potenziale sulla mitosi; così sembra
possibile inibire il processo di proliferazione incontrollata.
Il ribosio svolge un ruolo
importantissimo nel metabolismo cellulare ed è lo zucchero
che è implicato più direttamente nella sintesi dei nucleotidi. È il
precursore fondamentale nella biosintesi dell'RNA e dell'adenosina
(componente essenziale nella produzione di ATP e nell'ATP-asi
sodio-potassio, la cosiddetta pompa Na/K) e, nella forma
deossiribosio, nella sintesi del DNA.
Il nostro corpo è in grado di
sintetizzare il ribosio ma in determinate condizioni questo
processo di sintesi può essere limitato o, peggio, danneggiato
(questo fatto era già stato messo in evidenza in lavori scientifici
pubblicati negli Stati Uniti negli anni '50).
Quando viene assunto oralmente, viene
metabolizzato e non interferisce (almeno ai dosaggi che la
Fondazione Pantellini consiglia) con la glicolisi.
L'impiego del ribosio a bassa
concentrazione rispetto alla quantità di acido ascorbico
è legato alla sua potenziale attività catalitica
per velocizzare il processo di assorbimento di potassio nel
citoplasma cellulare, anche perché non segue il destino della
vitamina C (dopo pochissime ore dall'assunzione si trasforma in
acido ossalico e se ne va dall'organismo per via renale) ma si
"consuma" in modo diverso.
Inoltre, l'ascorbato di
potassio può operare efficacemente anche a livello di prevenzione
avendo l'obiettivo di mantenere costanti i livelli intracellulari
di potassio. L'assunzione preventiva di ascorbato
di potassio ha quindi l'obiettivo di "proteggere" la cellula dal
rischio di degenerazione.
L'assunzione preventiva del composto
negli adulti, in linea generale, ne prevede la somministrazione di
una dose al giorno, la mattina a digiuno (salvo diversa indicazione
sulla base dei parametri ematochimici).
In presenza di patologia oncologica,
in linea generale, si consiglia la somministrazione di tre dosi
giornaliere (la mattina a digiuno, 15 minuti prima di colazione, e
45 minuti prima di pranzo e cena). È sempre opportuno che
venga fatta una valutazione da personale competente per suggerire
le dosi più idonee caso per caso.
Guido Paoli
(Responsabile Scientifico)